Camminare insieme. Alcune riflessioni sulla disabilità

Nella nostra pagina Facebook, nelle nostre azioni quotidiane, nel modo in cui facciamo attività sociale presso l’Associazione Delfino ODV, che esiste ormai da vent’anni, ci sforziamo il più possibile di capire e di spiegare che cosa significhi inclusione e come renderla possibile, quali sono le strategie, gli atteggiamenti, i piccoli e grandi gesti e le parole che la rendono possibile. Includere per non escludere, includere perché tutti abbiamo diritto a una vita dignitosa, felice, e di sentirci parte della comunità, senza essere considerati “diversi”.

Detto questo, chi ha a che fare quotidianamente con la disabilità sa che un certo grado di diversità c’è, che può originarsi per vari motivi in base a fattori di tipo biologico, fisico, medico, psicologico, psichiatrico. Una persona con disabilità grave e i suoi familiari, o comunque le persone che gli stanno accanto, devono affrontare una serie di difficoltà che altre persone e altre famiglie non conoscono, né comprendono. Ma è il contesto sociale, l’educazione, il supporto delle istituzioni e delle associazioni che fanno la differenza, che ci aiutano a trovare il modo di aggirare, se non risolvere, certi problemi e di procedere a piccoli passi verso un’inclusione e una vita “normale”.

A volte non ci si comprende, a volte gli adulti sembrano bambini, a volte sembra di avere a che fare con persone venute da un altro pianeta. A volte ci sono dolori troppo forti, a volte le medicine sono tante, a volte queste nemmeno funzionano e bisogna cambiarle, o provare altre vie. A volte ci sono crisi di rabbia, sbalzi di umore, depressioni e chiusure improvvise. A volte pianti, a volte allucinazioni, a volte sconforto per il non riuscire a fare le cose, per il fatto di non capirle, per la solitudine. A volte lo stress per la gestione di problemi troppi difficili, a volte situazioni di crisi e rotture, a volte danni irreparabili e la necessità di ripartire da zero, a volte traumi da cui a fatica si guarisce.

Tutto questo semplicemente per dire grazie a chi cammina con noi, a chi compie piccoli passi nella nostra direzione, a che comprende o a chi prova a comprendere, a chi fa un bel respiro e poi va avanti, insieme agli altri e per gli altri perché in fondo, in realtà, tutti abbiamo qualche disabilità e tutti abbiamo la possibilità, con l’aiuto degli altri, di superarla o compensarla.